UNICITÀ DI CORPO E MENTE

Qual’è la cosa più importante?
Non è la vittoria o la sconfitta momentanea.
La cosa più importante è continuare ad ardere di passione e mantenere lo spirito di impegnarsi fino in fondo. (D. Ikeda)

UNICITÀ DI CORPO E MENTE
Secondo una concezione materialistica il mondo fisico, proprio perché tangibile e misurabile, rappresenta l’unica “realtà”. Altre tradizioni di pensiero ritengono invece illusoria quella dimensione e considerano come verità ultima il mondo spirituale.
Nel Buddismo la vita è un’unità indissolubile di aspetti fisici e spirituali. Ogni fenomeno, materiale o spirituale, visibile o invisibile, è manifestazione della stessa Legge fondamentale universale – o causa prima della vita – definita Myoho-renge-kyo da Nichiren Daishonin. Entrambi gli aspetti sono assolutamente inseparabili e di uguale importanza. Questo principio è espresso in giapponese col termine shiki shin funi. Shiki si riferisce a tutti i fenomeni fisici, compreso il corpo umano. Shin definisce quelli spirituali, invisibili, compresa la ragione, le emozioni e la volontà. Funi letteralmente significa “due ma non due”.

Nichiren Daishonin scrive a uno dei suoi seguaci: «Una persona può conoscere i pensieri di un altro ascoltandone la voce. Ciò avviene perché l’aspetto fisico rivela quello spirituale, ma questi aspetti, che sono uno nella sostanza, si manifestano come due aspetti distinti».
Lo stato d’animo di una persona si rivela nel suo aspetto fisico: il vissuto interiore di qualcuno che si trovi in uno stato gioioso e ottimistico si può leggere nel suo viso, o anche nella sua andatura. Allo stesso modo un portamento sofferente e il viso teso di una persona oppressa dal dolore comunicano il suo tormento interiore. Le manifestazioni più evidenti sono il riso e il pianto, segnali visibili dei nostri sentimenti interiori.

Lo stato d’animo influisce anche sul funzionamento fisico del corpo. Lo stress mentale o psicologico è stato collegato a una gamma di malattie che vanno da disturbi cutanei, allergie, asma e ulcere fino al cancro. La depressione e la disperazione abbassano la resistenza dell’organismo, rendendoci vulnerabili a tutta una serie di malanni. D’altra parte, una positiva determinazione a superare la malattia può “guidare” i nostri organi e persino le singole cellule verso la guarigione.
«Quando la nostra determinazione cambia – scrive Daisaku Ikeda – tutto comincerà a muoversi nella direzione che desideriamo. Nel momento in cui decidiamo di essere vittoriosi, ogni nervo e fibra nel nostro essere si dirigerà immediatamente verso il nostro successo. Se invece pensiamo che “non ce la faremo mai” allora in quell’istante, ogni nostra cellula sarà come svuotata e soccomberà».

La vera salute e felicità interessano sia l’aspetto fisico sia quello spirituale. Molte delle esperienze dei membri della Soka Gakkai riguardano miglioramenti della salute o delle condizioni materiali. Attraverso la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo essi comprendono anche l’inseparabilità degli aspetti spirituali e fisici della loro vita e col tempo ciò si manifesta con un senso di benessere fisico e con una crescente chiarezza e purezza dei processi mentali e percettivi. Ciò che si intende con “benefici visibili” della pratica buddista è collegato direttamente al piano fisico e materiale.
Ben più importanti nel lungo periodo sono i “benefici invisibili” di una pratica buddista assidua: maggiore conoscenza di sé, saggezza e compassione per gli altri. Il più importante dei benefici invisibili, ovviamente, è l’Illuminazione.

Il Buddismo considera gli esseri viventi come un’armoniosa aggregazione delle cosiddette “cinque componenti” che sono: i sensi (che collegano l’individuo al mondo fisico); la percezione (che integra le impressioni ricevute attraverso i sensi); la concezione (con la quale ci formiamo un’idea su ciò che abbiamo percepito); la volizione (la volontà che agisce sulla concezione); e infine la coscienza (quella funzione del giudizio che sostiene il funzionamento delle altre componenti). La vita rappresenta quella forza o energia che fa funzionare insieme queste cinque componenti come un tutto armonioso e integrato.

Fondamentalmente il Buddismo vede gli aspetti fisici e spirituali come manifestazioni della stessa forza vitale inerente all’universo stesso. La moderna scienza medica sta iniziando a esplorare i sottili rapporti tra corpo e mente, tra gli aspetti fisici e spirituali della vita.

Come ha scritto Nichiren: «Mutua inclusione tra un singolo istante di vita e tutti i fenomeni significa che la vita in ogni singolo istante abbraccia il corpo e la mente, l’io e l’ambiente di tutti gli esseri senzienti dei Dieci mondi e anche di tutti gli esseri insenzienti dei tremila regni: le piante, il cielo e la terra, fino al più piccolo granello di polvere. La vita in ogni singolo istante permea l’intero regno dei fenomeni e si manifesta in ognuno di essi».

La mappa della felicità – 12 novembre

Felicità non significa ottenere subito ciò che si desidera, né essere privi di problemi. Anzi, una persona viziata può facilmente diventare arida ed egocentrica. Nonostante le sofferenze, bisogna scalare la china delle difficoltà, passo dopo passo, con lo sguardo pieno di speranza rivolto al futuro, in questo modo poco alla volta, potrai realizzare i tuoi sogni e sperimenterai una gioia profonda, un’esistenza meravigliosa.

Daisaku Ikeda.

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