Dal Gosho

“”Con un’unica mente desiderano vedere il Budda” puo` essere letto cosi`: osservare il Budda con un’unica mente, concentrare la propria mente sul vedere il Budda e quando si guarda la propria mente, percepire che essa e` il Budda.
Avendo ottenuto il frutto della Buddita`, cioe` i tre corpi eternamente inerenti, potrei essere superiore persino a T’ient’ai e a Dengyo, e superare anche Nagarjuna e Mahakashyapa. Il Budda scrisse che si deve diventare maestri della propria mente e non lasciare che la mente sia la propria maestra. Per questo ti ho sempre esortato a essere disposto a dare anche il tuo stesso corpo e a non risparmiare mai la tua vita per il Sutra del Loto.”

Dal Gosho “Lettera a Gijo-bo” (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 345)


“Non credo che Shariputra, Maudgalyayana e gli altri grandi ascoltatori della voce abbandonerebbero i praticanti che lodano uno qualsiasi degli insegnamenti esposti dal Budda nella sua vita […] Percio` non puo` esserci alcun dubbio che tutte le persone dei due veicoli proteggeranno i praticanti del Sutra del Loto.
Persino umili animali sanno ripagare i loro debiti di gratitudine. Un uccello, l’oca selvatica, adempie i doveri filiali verso la madre quando quest’ultima e` sul punto di morire. E la volpe non dimentica la sua collinetta. Se perfino gli animali agiscono cosi`, a maggior ragione devono farlo gli esseri umani.”

Dal Gosho “Sulle preghiere” (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 298)

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“Le sfortune di Kyo’o Gozen si trasformeranno in fortuna. Raccogli tutta la tua fede e prega questo Gohonzon. Allora, che cosa non può essere realizzato? Credi nel Sutra del Loto quando dice: «Questo sutra può […] esaudirne i desideri, proprio come una fresca e limpida fonte può soddisfare tutti coloro che sono assetati» e: «Godranno di pace e sicurezza nell’esistenza presente e nasceranno in circostanze favorevoli nelle successive»”

Dal Gosho “Risposta a Kyo’o” (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 366)


“Un fuoco brucia più alto quando si aggiungono dei ceppi e un forte vento fa gonfiare il kalakula. Il pino vive diecimila anni, perciò i suoi rami si piegano e si contorcono. Il devoto del Sutra del Loto è come il fuoco e il kalakula, mentre le sue persecuzioni sono come i ceppi e il vento. Il devoto del Sutra del Loto è il Tathagata la cui durata della vita è incommensurabile; non c’è da stupirsi che la sua pratica sia ostacolata, proprio come i rami del pino sono piegati o spezzati. D’ora in avanti, ricorda sempre le parole: “Questo sutra è difficile da sostenere”.”

Dal Gosho “La difficolta` di mantenere la fede” (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 417)

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