NRU – Puntata 2, vol.28 II Capitolo: La strada maestra

Il pomeriggio del giorno successivo, il 25 luglio, in occasione del ventiduesimo anniversario della fondazione del primo capitolo pioniere del movimento di kosen-rufu nello Shikoku, si tenne presso il Training center dello Shikoku una riunione commemorativa di responsabili.

Anche in questa occasione, i membri cantarono tutti assieme la canzone dello Shikoku La nostra terra, diffondendo ovunque la gioia. Durante la riunione, Shin’ichi diede una guida citando il Gosho La torre preziosa, nel quale Nichiren Daishonin afferma con convinzione che, nell’Ultimo giorno della Legge, non esiste altra Torre preziosa che gli uomini e le donne che abbracciano il Sutra del Loto.

Ne consegue che coloro che recitano Nam-myoho-rengekyo, qualunque sia il ceto o la condizione sociale, rappresentano essi stessi la Torre preziosa, sono essi stessi il Tathagata Molti Tesori. La Torre preziosa descritta nel Sutra del Loto è una maestosa torre adornata dai sette tipi di gemme, fra cui oro, argento e lapislazzuli.

Il Tathagata Molti Tesori è colui che dimostra a tutti che il Sutra del Loto è il vero insegnamento, l’unico in grado di condurre tutte le persone alla Buddità.

Quando le persone comuni, in carne e ossa, lottano accanitamente ogni giorno con le difficoltà della vita reale e si impegnano a fondo nella fede, sono in grado di risplendere nella loro forma presente come entità della Legge mistica, ovvero come Torri preziose, emanando una meravigliosa, sfavillante luce dorata e possono, come il Tathagata Molti Tesori, dimostrare la grandezza del Buddismo di Nichiren.

Questo era un Gosho molto amato dal primo presidente Makiguchi, che ne aveva infatti sottolineato diversi passaggi. Shin’ichi, citando poi il passo successivo che recita: «Perciò Abutsu-bo è la torre preziosa stessa, e la torre preziosa è Abutsu-bo stesso. Al di fuori di questa consapevolezza tutto il resto è inutile» (La torre preziosa, RSND 1, 134) sostenne con forza: «Qui il Daishonin chiarisce, di fronte al suo ascoltatore Abutsu-bo, che il nostro corpo è, così com’è, l’entità della Legge mistica, e che la Torre preziosa non siamo altri che noi che recitiamo Nam-myoho-renge-kyo».

Si può affermare che questa è, in definitiva, la conclusione a cui giunge il nostro Buddismo. Infatti il Daishonin, con l’espressione: «Al di fuori di questa consapevolezza tutto il resto è inutile» (ibid.) afferma che l’importante è sviluppare questa consapevolezza.

Noi siamo tutti originariamente la Torre preziosa, il Gohonzon.

Il Gohonzon è il lucido specchio della nostra vita che ci serve per manifestare la Torre preziosa inerente alle nostre vite. Per questa ragione in ogni momento, in qualunque luogo noi ci troviamo, quel luogo rappresenta la dimora della Torre preziosa, ed è per questo che saremo in grado di trasformarlo sicuramente nella Terra della luce eternamente tranquilla.

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